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Dal “Foglio notizie della Segreteria per le Attività in Italia di Champ Freudien”

al  “Il Bollettino”

1985 - 1990


di Orfeo Verdicchio

Pubblicato su “Appunti” n° 76 del maggio 2000


Era il 1985 e già da diversi anni avevo il piacere di lavorare sia con Eugénie Lemoine (Gennie come oramai tutti confidenzialmente la chiamiamo) e, a volte, con Paul Lemoine.

Credo che ebbi modo di conoscere Gennie e Paul  la prima volta nel 1973 o ‘74. Fu attraverso di loro, all’inizio tramite lo Psicodramma analitico (che reputo tuttora uno dei dispositivi fondamentali tramite cui far arrivare qualcosa dell’ordine del discorso analitico in alcune particolarità istituzionali), poi personalmente, che incominciai ad interessarmi ed introdurmi all’insegnamento di Jacques Lacan e alla sua Scuola.

Passarono gli anni; era il 1984 e il lacanismo in Italia, dopo Verdiglione, il Tripode e l’Intercartel (gli ultimi echi di quest’ultimo risalgono, se non erro, proprio ai primi mesi di quell’anno), era disseminato in diverse città tramite diverse iniziative, gruppi di lavoro e singole attività individuali. Queste realtà che comunque davano testimonianza di un lavoro continuando a prendere delle iniziative, organizzando convegni, avviando conferenze, cartels, seminari e diffondendo le prime testimonianze scritte, furono: Il Centro Studi, il Lavoro Analitico, Agalma, tutti con sede a Milano, il Circolo Psicoanalitico con sede a Bologna, un Gruppo di psicoanalisti e psicodrammatisti, riuniti specialmente intorno allo Psicodramma Analitico e ai  coniugi Lemoine con realtà operative prevalentemente a Macerata, Pesaro, Roma, Udine, Belluno e Bari.

Gennie Lemoine conosceva bene l’Italia e gli Italiani perché agli inizi degli anni ’70 insieme a Paul avevano creato i primi gruppi di psicodramma analitico, e da anni lei veniva regolarmente invitata dai suoi amici a tenere dei seminari di psicoanalisi in diverse città italiane nell’ottica della Scuola fondata da Jacques Lacan. Perciò conosceva non solo i suoi amici dello Psicodramma ma tutti gli altri che dagli anni ’70 si erano formati a Parigi alla Scuola di Lacan o che ne seguivano gli insegnamenti. Chi dunque meglio di Lei poteva provare a riorganizzare le fila del lacanismo italiano che faceva riferimento all’E.C.F. e allo Champ Freudien? Seppi in seguito dalla stessa Gennie, e risulta dagli atti, che fu lo stesso Jacques-Alain Miller ad incaricarla di ciò. Credo che fosse il 1985;  Gennie volle così tentare.

L’occasione, forse, fu rappresentata da un convegno internazionale che, come regione Marche (all’epoca ero consigliere dell’Assessore regionale alla Sanità) organizzai nel mese di ottobre 1985 ad Urbino sulla clinica istituzionale della tossicomania e della psicosi. Naturalmente fra i relatori spiccavano principalmente psicoanalisti di formazione lacaniana (Gennie e Paul Lemoine, Hugo Freda, Jean Oury e Ugo Amati, Mario Pissacroia, Giovanni Roseo e Giorgio Tonelli, Carlo Viganò e Orfeo Verdicchio). Il successo fu grande e un  migliaio i partecipanti. Nella stessa fase preparatoria del convegno,  fu la stessa Gennie a suggerirmi in modo molto deciso che quel  convegno  doveva lasciare qualcosa; “del grano doveva seminarsi” (come è cara a lei oggi questa espressione), e mi invitò a far si che a questo seguissero, sotto l’egida di Champ Freudien “7 conferenze di Psicoanalisi Sul Sintomo” (dicembre 1985, giugno 1986) tenute da colleghi dell’ECF. Inoltre lei, durante le tre giornate che si sarebbe fermata ad Urbino, avrebbe iniziato un suo seminario su: I quattro discorsi di Jacques Lacan. I primi due si tennero tra il 10 e il 12 ottobre 1985 (i giorni del convegno) e il terzo il 14 dicembre dopo la sua prima conferenza Sul Sintomo con cui  Gennie inaugurò le sette conferenze di psicoanalisi di Champ Freudien.

Il 9 ottobre, ad Urbino, Gennie mi disse: “Orfeo, è arrivato il tempo di fare in Italia qualcosa e mettere a frutto l’insegnamento di Jacques Lacan; poi, dopo un attimo, con il suo solito stile, così continuò: Le cose prima si fanno e poi sono. Perciò, tanto per cominciare, bisogna tentare di fare una rete e aggregare almeno quanti, di formazione lacaniana o di simpatie Lacaniane fanno riferimento allo Champ Freudien”. Così la stessa, l’11 di ottobre, volle riunire e parlare agli psicoanalisti italiani presenti quel giorno ad Urbino di aerea Champ Freudien. Alla riunione erano presenti: Giovanni Bagnaresi, Renzo Catalano, Marisa Devi, Luisa Mele, Mario Pissacroia, Gabriella Ripa di Meana, Giovanni Roseo, Giorgio Tonelli, Alberto Turolla, Orfeo Verdicchio e Carlo Viganò. Gennie parlò nella necessità di costituire in Italia una Segreteria per le attività dello Champ Freudien che avrebbe avuto il solo “scopo di fare da raccordo fra le varie iniziative che si prendevano in Italia e di diffondere queste notizie a tutti gli psicoanalisti italiani che, pur lavorando nelle varie realtà, si rifacevano alla Scuola di Lacan”. Inoltre, essa avrebbe dovuto favorire periodicamente  degli incontri comuni per confrontare, verificare e sviluppare dette iniziative. Io fui incaricato di reggere le sorti di questa costituenda Segreteria. In realtà si trattava di un segretariato di lavoro e nulla più a cui, come sempre, bisognava dedicare lavoro, tempo e denaro. Non avevo perciò nessun riconoscimento dallo Champ Freudien, nè l’ho mai chiesto, e tantomeno la funzione poteva paragonarsi a quella del Segretario nella SISEP. Perché propio io allora? Semplicemente perché, come altri, ero uno che si impegnava e metteva all’opera un suo desiderio nel lavoro in estensione dell’insegnamento di Lacan ma, principalmente, perché ero forse l’unico che, non avendo frequentato l’ambiente lacaniano ai tempi del Tripode e dell’Intercartel ed essendo non coinvolto nelle diatribe che caratterizzarono la costituzione dei gruppi italiani, potevo forse più facilmente destare meno preoccupazione per questa nuova iniziativa di segretariato. Inoltre non mi si poteva rinfacciare nessun “pregresso” a favore dell’uno o dell’altro.

Ciò nonostante, appena il testo di questa iniziativa, di cui Gennie si era fatta portavoce, fu diffuso fra quegli psicoanalisti che lei aveva indicato di “area” Champ Freudien, suscitò non poca curiosità e perplessità. Nella stessa  nota (la prima diffusa con il nome di Segreteria per le attività in Italia di Champ freudien, e datata 19/11/1985) si invitava gli stessi a partecipare alla prima vera riunione di questa Segreteria fissata ad Urbino per il 14 dicembre 1985. A questo invito risposero: G. Bagnaresi, R. Catalano, Maria Delia Contri, M. Devi, L. Mele, G. Ripa di Meana, G. Roseo, G. Tonelli, A. Turolla, G. Vannini, O. Verdicchio, C. Viganò. Dal verbale redatto in quella riunione si discusse per la prima volta della particolarità storica in cui venivano a trovarsi gli psicoanalisti italiani che si erano formati seguendo la teoria di Jacques Lacan, in un momento di contingenza legislativa in cui il Parlamento italiano si apprestava a varare una legge che avrebbe regolamentato la psicoterapia e la formazione degli psicoterapeuti. Dunque, che era quanto mai importante unire le iniziative italiane anche per affrontare e discutere questo tema della legge. Inoltre lo stesso verbale annota che fu Carlo Viganò a parlare della necessità di costituire in Italia un Istituto che riunisse gli psicoanalisti che si rifacevano allo Champ freudien e che di  questa esigenza ne aveva già parlato a Jacques-Alain Miller nell’estate appena passata. L’argomento destò qualche difficoltà fra i presenti.

Fu qualche giorno dopo che Gennie Lemoine mi comunicò di aver trovato un intesa da cui poter partire; si sarebbe perciò creato un Istituto che, oltre a comprendere docenti psicoanalisti di formazione lacaniana delle varie regioni italiane, avrebbe avuto un comitato scientifico internazionale composto da tre persone: J.A. Miller, G. Lemoine e D. Rabinovich.

Fin da questa prima riunione,  la Segreteria cominciò comunque ad inviare regolarmente a Jacques Alain Miller i verbali degli incontri.

Il 14 febbraio 1986 a Parigi, in occasione dell’Incontro Internazionale di Champ freudien, si tenne  alle ore 21,00  presso l’abitazione di Gennie Lemoine, al n. 10 di Rue des Lions St. Paul, la seconda riunione della Segreteria per le attività in Italia di Champ freudien. Ad essa, oltre alla stessa Gennie, erano presenti: Ambrogio Ballabio, Gustavo Bonora,  Riccardo Carrabino, Giacomo Contri, Maria Delia Contri, Maria Teresa Maiocchi, Triulzio, Carlo Viganò e Orfeo Verdicchio. Gennie Lemoine  tentò in questa occasione di far si che i gruppi italiani (sopra elencati) pur mantenendo la loro autonomia sia organizzativa che di formazione, confluissero nella fondazione  Champ freudien; fondazione che non si faceva carico della formazione dell’analista ma, semmai, dell’estensione del suo discorso. Si sarebbe così creata una rete  di lavoro in Italia entro cui sarebbero confluite le esperienze fatte offrendo al contempo la possibilità alle stesse di confrontarsi.

Al verbale di questa Segreteria, inviato ai gruppi già istituiti e non, fu accluso il primo Foglio Notizie (13 marzo 1986) che enucleava le attività di lavoro che si stavano svolgendo e che si sarebbero svolte in Italia nell’ambito lacaniano. Si elencavano le attività in Italia, nelle rispettive sedi di lavoro, di  R. Carrabino G. Musotto (Palermo); A. Alemani, M. Binasco, F. Elefante, V. La Via, M. Luchi, M. Medda, R. Morelli, C. Viganò, A. Zandomenichi (Milano); A. Davanzo, A. Della Valle, E. Macola, E. Perrella, A. Turolla, P. Zaretti (Padova); P. Francesconi, M. Mazzotti (Bologna); G. Bagnaresi, G. Tonelli, G. Roseo (Pesaro); O. Verdicchio (Macerata). Si dava altresì informazione dei volumi editi a cura del Lavoro Analitico di Milano e della partecipazione di psicoanalisti della Ecole de la Cause Freudienne in Italia. Da allora e fino al 1987, ciò che circolò in Italia fu Il Foglio Notizie. Fu questo il lavoro più prezioso della Segreteria per le attività in Italia del Campo Freudiano che permise così di “legare per posta” alcuni colleghi e gruppi al lavoro in Italia.

Nel Foglio Notizie n. 5 del 4 giugno 1986 annunciavo di aver organizzato, con inizio nel mese di settembre, a Roma presso il Circolo culturale “Mondoperaio”, un seminario nazionale tenuto da Gennie Lemoine integrato da letture sul testo di Jacques Lacan “La Direzione della cura” fatte da Antonio Di Ciaccia che, nel frattempo, stava pensando ad un suo trasferimento in Italia.

Nel Foglio Notizie n. 6 del 10 luglio 1986, su richiesta di J.A.Miller,  veniva diffuso copia di una lettera che lo stesso J.A. Miller aveva inviato il 26/6/1986 ai membri dell’Intercartels italiano della ECF 1982/83 dove annunciava la creazione di una rivista di psicoanalisi in lingua italiana - “LA PSICOANALISI” - edita da Astrolabio in cui Antonio Di Ciaccia sarebbe stato segretario di redazione e Gennie Lemoine la consulente.

Nel Foglio Notizie n. 7 del 11 agosto 1986 si comunicano le date dei cinque incontri di lettura del testo sulla “Direzione della cura” e dei due seminari che avrebbe tenuto Gennie Lemoine. Fu indicato che i partecipanti a queste attività non superassero le 20 unità. Si sarebbero svolti così sette incontri, a Roma, dal 27 settembre 1986 al 30 maggio 1987.

Nel Foglio Notizie n. 8 del 12 settembre 1986 si da notizia che primo incontro si sarebbe tenuto in Via Collina, 24 con inizio alle ore 15,30.

Nel Foglio Notizie n. 9 del 9 dicembre 1986, si da per la prima volta notizia delle attività di tutti i principali gruppi che operavano in Italia e che facevano riferimento all’Ecole de la Cause Freudienne. Un primo legame d’informazione era così stato riconosciuto e si stava realizzando lentamente la “rete” auspicata da Gennie Lemoine.

Nel Foglio Notizie n. 13 del 15 settembre 1987 si dava notizia che a Palermo dal 13 al 15 novembre 1987 si sarebbe tenuto un Colloquio del Campo Freudiano in Italia. Colloquio che fu il vero frutto di questa “rete” e che segnerà l’inizio delle future giornate di lavoro che, da allora, si sono susseguite regolarmente ogni anno in Italia. A testimonianza ne è il fatto che il 15 novembre, alla conclusione dell’incontro palermitano, J.A. Miller mi pregò di diffondere un comunicato in cui si affermava che, a partire da Palermo,  ogni anno si sarebbero svolte in Italia le giornate di lavoro del Campo freudiano. Nella stesso comunicato oltre ad esprimere la sua soddisfazione perché la rivista “LA PSICOANALISI” era giunta al suo secondo numero, J.A. Miller annunciava che a partire dal gennaio 1988, “Il Foglio notizie della segreteria per le attività in Italia di Champ freudien” si sarebbe trasformato in: “La lettera del Campo freudiano in Italia”; che io ne sarei stato il responsabile editoriale; che essa sarebbe uscita quattro volte l’anno e che l’abbonamento alla stessa sarebbe stato comprensivo dell’abbonamento alla rivista “LA PSICOANALISI”.

Nella Lettera del Campo freudiano n. 3, del 13 maggio 1988, si annunciavano le Ie Giornate di Studio del Campo Freudiano in Italia su: “La clinica psicoanalitica di Jacques Lacan”. Esse si sarebbero svolte a Roma, presso la sala Borromini, il 18 e 19 giugno 1988. Nel corso delle giornate si sarebbero tenuti due seminari: il primo a cura di Eric Laurent su: Il transfert nell’insegnamento di Lacan; il secondo da Colette Soler su: L’interpretazione nella nevrosi e nella psicosi. Gennie Lemoine  avrebbe chiuso i lavori delle due giornate.

Anche nel 1987/88 proseguirono presso la sala di Mondoperaio i lavori seminariali, con cadenza bimensile, sulla “Questione preliminare in Jacques Lacan” coordinati da A. Di Ciaccia e che videro impegnati sia qualche collega dell’ECF, che colleghi Italiani. J.A. Miller che seguiva da Parigi l’andamento delle attività in Italia, mi pregò di fargli avere una lista di coloro che erano abbonati alla Lettera e di coloro che nel 1987/88 si erano iscritti a frequentare i seminari di Roma. Fra questi ultimi, oltre naturalmente ad A. Di Ciaccia, vi figuravano: A. Davanzo: R. Carrabino; E. Macola; O. Verdicchio; C. Vigano; G. Tonelli; G. Roseo; G. Bagnaresi; L. Andreani; E. Croce; F. Della Pietra; G. Castellarin; G. Vannini; R. Calabria; V. Luciani; M. Principi; A. Cardona; A. Marcelli; G. Capannelli; P. Feliciotti; A. Casadidio; A. Bruni; D. Nizzoli; A. Ceccarelli; M. Lugomes; G. Porzio; G. Kantzas; S. Benvenuto.

Nella Lettera del Campo freudiano n. 6, del 24 febbraio 1989 veniva diffusa una lettera di J.A. Miller  in cui annunciava che prima della fine del 1989 si sarebbe inaugurato a Roma il “Seminario del Campo freudiano” dove, ad un  Seminario di testi tenuto da psicoanalisti della Sezione Clinica di Parigi, avrebbe fatto seguito un Seminario di casi clinici tenuto da psicoanalisti Italiani. Sarebbe stato questo il primo passo per avere anche in Italia una Sezione Clinica. Venivano altresì annunciate le IIe Giornate di Studio del Campo Freudiano in Italia su: “Usi dell’interpretazione edipica in psicoanalisi”. Esse si sarebbero svolte a Roma presso la Facoltà di Magistero dell’Università La Sapienza; Jacques Alain Miller, Gennie Lemoine e Serge Cottet avrebbero svolto la parte seminariale.

Nella Lettera del Campo freudiano n. 8, del 22 settembre 1989 si annunciava che il 12 novembre vi sarebbe stata l’apertura del Seminario del Campo freudiano a Roma su : “Virages de la cure”. Esso si sarebbe svolto sempre presso la Facoltà di Magistero dell’Università degli Studi di Roma e si sarebbe concluso il 17 giugno 1990. I docenti francesi che svolsero la parte seminariale furono: J.A. Miller; G. Lemoine; C. Soler; A. Zenoni; S. Cottet; M.H. Brousse; F. Leguil; E. Laurent. I docenti italiani che avrebbero svolto il seminario di casi clinici furono: G. Bagnaresi; V. Baio; A. Barbui; M. Binasco; R. Carrabino; R. Cavasola; A. Davanzo; A. Di Ciaccia; M. Focchi; P. Francesconi; E. Macola; M.T. Maiocchi; R.E. Manzetti; M. Mazzotti; G. Musotto; G. Tonelli; A. Turolla; O. Verdicchio; C. Vigano.

Nella Lettera del Campo freudiano n. 10, del 23 marzo 1990 si annunciavano le IIIe Giornate di Studio del Campo Freudiano in Italia su: “I Labirinti della vita amorosa” che si sarebbero svolte a Bologna il 5 e 6 marzo. Nello stesso mese venne a mancare Paul Lemoine, un maestro per molti di noi, che molto ebbe a trasmetterci non solo della teoria psicoanalitica ma, in primo luogo, dell’essere psicoanalista.

Fu proprio pochi giorni dopo la scomparsa di Paul Lemoine che a Parigi, presso l’abitazione di Gennie, io insieme a Bagnaresi, Roseo e Tonelli, ci ritrovammo a parlare con Judith e Jacques-Alain Miller. Casualmente ci ritrovammo insieme per testimoniare, in quel particolare momento, la nostra amicizia e vicinanza a Gennie. Ma si lavorò anche. Fu in questa occasione, infatti, che si parlò concretamente del “che fare politicamente” per far si che il Costituendo Istituto Freudiano per la Clinica, la Terapia e la Scienza venisse riconosciuto dallo stato Italiano. Judith e J.A. Miller offrirono generosamente il loro contributo e chiesero cosa avrebbero potuto fare stando a Parigi. Suggerii  loro la via più semplice e diretta perché in Italia si concretizzasse il progetto dell’Istituto Freudiano. In fretta Judith e J.A. Miller si misero all’opera ed altrettanto facemmo io ed altri in Italia.

Con la Lettera del Campo freudiano n. 11, del settembre 1990, terminò il mio mandato quale responsabile editoriale della stessa. Dalla Segreteria  alla Lettera erano passati cinque anni. Con quest’ultima si dava finalmente notizia dell’avvenuta costituzione dell’Istituto Freudiano per la Clinica, la Terapia e la Scienza al fine di rispondere alla legge “Ossicini” per la regolamentazione della psicoterapia e la formazione degli psicoterapeuti.

Nel dicembre del 1990, in seguito alla costituzione del GISEP (Gruppo Italiano della Scuola Europea di Psicoanalisi) la Lettera del Campo freudiano fu trasformata nel Il Bollettino, che diventò lo strumento editoriale di comunicazione del GISEP dal gennaio del 1991. La redazione passò così da Macerata a Torino dove R.E. Manzetti riprese con slancio il “testimone” che io le lasciai.

Il cammino era oramai avviato; la rete era effettiva e la psicoanalisi di Jacques Lacan riconquistata nuova linfa, credibilità e fiducia,  poteva riprendere il suo lavoro clinico in intesione ed in estensione portando un contributo del tutto nuovo alla psicoanalisi di Sigmund Freud e alle sue possibili applicazioni.