La Comunità "Zero" è orientata in senso psicoanalitico secondo l'insegnamento di Jacques Lacan (per maggiori informazioni consultare il sito internet www.champlacanienfrance.net ).
Lavora caso per caso nella direzione di favorire la nascita di una domanda soggettiva e la reintroduzione del soggetto nella catena del linguaggio. L'intervento è volto a far sì che l'ospite, entrato in comunità con un malessere di cui non sa niente, abbia la possibilità di scoprire qualcosa della sua questione personale, di localizzare il disagio, cosa desidera e da chi. In una parola, renderlo sintomatico.
Dal vuoto allo Zero: per la ricomparsa del Simbolico
Le considerazioni che si fanno a partire dal vuoto sfociano nel Buco, nello Zero. Sono temi difficili anche per la psicoanalisi, nonostante che uno psicoanalista lavora a partire da un impossibile a dirsi e, nella sua pratica, deve trovare un buco dove far agire il suo atto.
Se lo trova, esso è nell’impossibile a dirsi, questa volta dell’analizzante, che si accorge che il buco è solo una figura topologica e che esso, di per sé, non è altro che un vuoto. L’analizzante avvertirà così un impossibile, un incolmabile e terribile al tempo stesso, che gli potrà anche far presagire l’impensabile dell’eternità e del nulla quando si è fuori dalla storia, dalla generazione. In altre parole, un punto assoluto di perdita e di non ritorno; una ferita lancinante che, o sospinge lontano lo scopritore, o lo muove avanti con più forza. Ci si accorge allora, grazie a questa sofferenza o, se si vuole, a questa primitiva divisione soggettiva, che il vuoto ha un contorno, un bordo che lo delimita e che rende possibile introdurre e soggettivare il buco. Le sponde saranno allora l’alveo della mancanza soggettiva da cui questa, privata dell’oggetto, potrà muoversi appoggiandosi finalmente di nuovo al linguaggio, unica struttura simbolica che permette l’ingresso nel legame sociale. Una parola non più vuota e che, anziché confinarlo nell’alienazione e nella muta ripetizione, lo ricollochi nel legame con l’Altro da cui era fuggito.
Anche lo Zero presente nel logo, ancor prima di un operatore numerico, è un segno grafico che circonda un nulla; il risultato è con tutta evidenza un buco il cui interno non può che essere vuoto. Il nome e l’icona grafica con cui ho voluto caratterizzare nel 1992 la rifondazione della comunità, è infatti rappresentata da uno zero il cui vuoto interno è attraversato dal simbolico, dalla parola “Zero”.
Si può dire che Jacques Lacan sia partito da qui, dallo Zero, appunto. A cui qualcosa può essere aggiunto ma non sommato. Non si capisce in fondo come sia possibile enunciare con facilità la serie numeraria uno, due, tre, quattro, cinque escludendo lo Zero. Più precisamente essa non può che partire dallo "Zero". Inoltre se “uno” è uno perché dovrebbe diventare due, tre, ecc.? C'è prima lo Zero, il niente, e bisogna cominciare da questo. Jacques Lacan afferma che c'è Zero, uno, due … . Perciò Zero e uno fa due, cioè si aggiunge, ma non fa Uno.
Lacan ci ha comunque indicato una strada logica da seguire per poter parlare di questa impossibilità: la topologia. Diviene così possibile trovare un dire che, pur non varcando il reale, possa approdare ad esso, girargli intorno e andare avanti senza arrivare mai a sospenderlo.
Questo è il reale, non la realtà: è l'impossibile a dirsi, ma non per questo impraticabile. Non c’è dunque la relazione dell’uno più uno, per quanto attiene la soggettività umana. Gli elementi non si sommano e non si uniscono anche se, a volte, l’ultimo è significante ed è causato dal primo. Insomma, non c’è rapporto; qualcosa può solo passare, transitare nel vuoto e legarsi in una catena, ma mai completarsi e fare Uno.
Necessita dunque un buco da cui partire nella struttura soggettiva, a cui deve corrispondere anche un vuoto, uno "Zero" se si vuole, del sapere terapeutico. Vuoto necessario per creare un luogo orientato verso la soggettivazione autentica di una domanda rivolta all’Altro. E’ questo che permette di uscire dalla suggestione e dalla monotonia per approdare ad un cambiamento del discorso.
Orfeo Verdicchio (1)
(1) Per maggiori informazioni sul modello terapeutico operante nella CTD "Zero" si può consultare la rivista "Quaderni Marchigiani di Psicoanalisi" n. 2: "L'esperienza della Comunità "Zero": la clinica del preliminare nel trattamento della tossicomania e dell'alcolismo".
Bibliografia
Articoli in Riviste specializzate e in Volumi
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-1991: Lo stadio, le voci, la voce; in: "AREANALISI" n.8/9, Op.Cit.
-1992: Etica dell'intervento; in: "CRISI ADOLESCENZIALE, STRUTTURE CLINICHE E ISTITUZIONI", Glatad Ed., Tolentino (Mc).
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-1997: L’Istituzione di fronte alle dipendenze; in Quaderni Torinesi di Psicoanalisi, SISEP, Torino.
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